Ho visto cose

di Romolo Sticchi

  • Fonderie Riunite - Modena

    In quei giorni l’Italia era giovane. La guerra era finita da poco, il boom degli anni 60 non lo si sognava neppure e nemmeno c’erano i palazzoni della speculazione edilizia. Niente, in italia le fiamme si erano spente da poco e l’unica cosa che si trovava in abbondanza erano i sogni. Quelli di chi aveva combattuto per cambiare le cose.
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  • apr13

    The Family

    ore11:12

    Nella cartellina, tra conti, fatture, moduli e multe c’è l’istantanea di una famiglia. Non una qualunque, ma una che può permettersi di disegnare scarabocchi sui fogli della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
    E allora senti le voci che ci sono dietro quei conti, immagini gli sbuffi dietro ogni firma da far mettere al Capo, il lavoro degli assistenti per risolvere quei problemi che in ogni altra famiglia fanno parte della quotidianità, ma qui sembrano soltanto perdite di tempo di cui i familiari non possono e non vogliono occuparsi.

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  • Per chi suona la campana - Ingrid Bergman

    Quando le leggi così sono solo statistiche, numeri, cose che riguardano gli altri, non te. E allora sapere che i suicidi legati a motivi economici nel 2011 sono aumentati quasi del 25% ti fa pensare che è proprio vero, è una vergogna, così non si può andare avanti e cose del genere. Ma se guardo i numeri scopro che dall’inizio di quest’anno sono già 26 quelli che si sono uccisi o hanno tentato di farlo, sempre per questioni economiche. E non sono giocatori che si sono rovinati al casinò, no. Sono persone normali, normalissime. Pensionati, operai, imprenditori, elettricisti, muratori, infermieri, commercianti. Gente che ricca non era, ma non sapeva cosa fosse la povertà. Magari sono persone cresciute con la certezza che se lavori duro ce la fai, devi farcela. E invece no. Leggi tutto…

  • quando il calcio si vedeva solo in foto

    Oggi parlo di calcio. Dell’inchiesta di Bari per essere precisi.

    Niente notizie, niente aggiornamenti. Solo pensieri, come quelli che mi sono venuti in mente quando ho pensato ai tifosi della curva, quelli che nell’anno della retrocessione dei galletti si sbracciavano dagli spalti per incoraggiare i loro idoli in campo.
    In un’intercettazione ambientale si racconta di Almiron che chiamava venduti alcuni compagni. Era infuriato il centrocampista.  Ed aveva ragione.
    Immagino i tifosi. A Bari conosco bene uno della curva, è un ottimo operatore tv, ragazzo eccezionale, grande professionista. Lui ogni domenica è allo stadio, la partita non la vede mai: è sempre spalle al campo, rivolto agli spalti per incitare i cori. Eppure è sempre lì quando il Bari gioca in casa, non c’è impegno di lavoro che tenga e, credetemi, lo so bene io che a Bari ho provato invano a contattarlo. In questi giorni non ho avuto il coraggio di chiamarlo, immagino come si senta, quanta delusione possa provare. Leggi tutto…

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